venerdì 21 Febbraio 2025,

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Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

scritto da Redazione
Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

FORI, PALOZZI(FI): “ASFALTO E’ PUGNO IN UN OCCHIO. FARE CHIAREZZA”

“Ad una manciata di giorni dall’inizio del Giubileo straordinario, l’Urbe Eterna è costretta a subire un ulteriore, impietoso danno d’immagine: una terrificante lingua d’asfalto in via dei Fori Imperiali, nel tratto tra la fermata della metro Colosseo e Largo Corrado Ricci, copre da qualche ora gli storici sampietrini, da sempre simbolo romantico e architettonico della città più bella del mondo. Si tratta, o almeno così pare, di una soluzione tampone, di una scelta temporanea dovuta all’urgenza del momento. Ma qualche dubbio viene spontaneo, considerate le tempistiche delle opere infrastrutturali a Roma. Per questa ragione sarebbe il caso che il ministro Franceschini e il commissario Tronca chiarissero immediatamente sul “nuovo” asfalto di via dei Fori, che tra qualche giorno potrebbe essere protagonista delle “foto ricordo” dei turisti e dei pellegrini, che in migliaia si riverseranno nella Capitale per il Giubileo”. Così il consigliere regionale FI e vicepresidente della commissione Ambiente e Mobilità, Adriano Palozzi.

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Stefano Costa (Feneal Uil Roma) è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano” condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).

Si fermano i cantieri della Metro C a Roma. Lo ha deciso il Consiglio di Amministrazione del consorzio di imprese appaltatrici. La decisione è stata presa per gravi inadempimenti dell’amministrazione e mancati pagamenti per oltre 200 milioni di euro. “Non ci sentiamo oggi di prendere le parti di qualcuno perché ci sono troppe domande che non hanno ancora avuto risposta –ha spiegato Costa-. Vediamo che ci sono notevoli ritardi rispetto alla consegna dell’opera, dovuti alle troppe varianti. E’ un’opera che non accenna a creare le premesse per una conclusione. Il cantiere di San Giovanni probabilmente non sarà pronta neanche per dicembre del 2017. Tutto sta nelle anomalie generate dal modo con cui si è andata a realizzare l’opera. Troppa libertà alle imprese che hanno l’appalto chiavi in mano. Resta la percezione che a Roma tutte le imprese che eseguono dei lavori vanno in difficoltà durante la realizzazione opera. Questo lascia perplessi se si guardano le cifre sborsate dai contribuenti. C’è qualcosa che non va in questo meccanismo. Attualmente non abbiamo la certezza che il blocco dei lavori avverrà. Ci dovrebbe essere un incontro il 15 dicembre tra il Consorzio e Roma Metropolitane. Ci dovrebbe essere un punto di caduta che permetterà di proseguire i lavori”.

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Antonio Tajani (europarlamentare di Forza Italia) è intervenuto alla trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).

“Come dimostrano i sondaggi –ha affermato Tajani-, il ritorno di Berlusconi in prima persona fa crescere i consensi. Il centrodestra deve ripartire da lui. Salvini è certamente un buon leader della Lega. E’ capo di partito capace di far crescere i consensi per la sua parte. Meloni lavora molto bene per Fratelli d’Italia. Ma credo che la leadership debba spettare a chi ha esperienza, capace di raccogliere consensi non solo tra i malpancisti tra chi protesta, ma anche tra chi non sa per chi votare. In questo momento il centrodestra non ha un federatore più capace di Berlusconi. La sua leadership è fondamentale per vincere le elezioni amministrative e poi le politiche. Solo lui puo’ tutelare il Paese nel contesto internazionale”.

Sui contrasti in Forza Italia tra Brunetta e 20 deputati. “Non si può sempre accontentare tutti, chi fa sbaglia, quindi è ovvio che ogni tanto ci sia qualcuno che non sia contento della guida del gruppo–ha spiegato Tajani-. Sono cose fisiologiche che accadono in tutti i gruppi parlamentari, in tutto il mondo. Non sono cose che possono provocare i danni. Credo che bisogna lavorare sui contenuti che vogliamo proporre. A cominciare dalla riforma della giustizia”.

Su Roma. “Marchini è un personaggio con il quale si puo’ costruire un percorso insieme. Se la Meloni non si candida, lui puo’ essere il miglior candidato per il centrodestra a Roma. Se i partiti non si arroccano nei loro castelli e vogliono recepire le richieste dei cittadini di aprirsi anche al di fuori, Marchini puo’ essere il candidato giusto. C’è ancora tempo per ragionare e per discutere, ci incontreremo e vedremo se la Meloni vorrà candidarsi”.

“Il Pd con il caos che sta vivendo al suo interno non è in grado di governare nessuna grande città –ha concluso Tajani-. Renzi segretario fatica a trovare una sintesi. Sappiamo che le lacerazioni a sinistra sfociano sempre in una sconfitta”.

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Roma: Calabria (FI), accoppiata Renzi-Marino ha messo a terra Capitale
Tra targhe alterne e sciopero del trasporto pubblico, i romani stanno vivendo un’altra giornata nera. E a completare il quadro caotico della viabilità della Capitale si aggiunge, oggi, anche la sospensione dei lavori per il completamento della Linea C a causa dei mancati pagamenti. Insomma, l’accoppiata Renzi-Marino ha messo a terra Roma, rendendola invivibile per abitanti e turisti“. Lo dichiara in una nota la deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria. “Tutto questo accade quando manca ormai pochissimo al Giubileo. E ancora una volta la responsabilità ricade sulla sinistra, che con le sue beghe e ripicche interne ha fatto perdere alla città preziosi mesi di lavoro per prepararsi ad un appuntamento così importante. E’ l’ennesima conferma del fallimento totale dell’amministrazione targata Pd”, conclude.


Giuseppe Civati, deputato ex Pd e ora leader di “Possibile”, è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del Format ECG regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Civati ha parlato in difesa del centro Baobab di Roma, che ha ospitato più di 30.000 immigrati transitanti nel corso dell’ultimo anno: “In questo momento sono proprio al centro Baobab, sul luogo del delitto. Un delitto perché è assurdo che le istituzioni non si siano preoccupate di valorizzare questa esperienza e oggi arrivi il fabbro. Doveva venire il Ministro a complimentarsi e a trovare una situazione legale per mettere a posto questa situazione e riconoscere ai volontari che si sono impegnati nel corso degli ultimi mesi tutto il lavoro che hanno fatto. Bisognava fare di più per proteggere questa realtà da cui sono passate 35.000 persone che sono state accudite, rifocillate, accompagnate, a costo zero per la collettività, su base totalmente volontaria“.
Dopo aver difeso l’operato del centro Baobab di Roma, Civati ha lanciato l’idea: “La questione dell’accoglienza potrebbe essere rovesciata e trasformata in una opportunità di lavoro, di occupazione, di crescita di competenze nel nostro Paese, che è un luogo di transito. Si potrebbe creare la figura professionale dell’addetto all’accoglienza del migrante. Ci chiediamo che cosa possono fare quelli che studiano all’Università, per esempio potrebbero occuparsi di questi argomenti. sarebbe un’occasione di occupazione e anche la possibilità per comunità desertificate di ospitare delle persone non per sempre, perché poi sappiamo che queste persone transitano. Potrebbe davvero essere un’opportunità, se solo fosse vissuta con meno scalpore. Potremmo lanciare la campagna legata allo “stage dell’accoglienza?”, sì, sarebbe una buona idea. potrebbe essere l’occasione per qualcuno per lavorare bene. Sarebbe un modo per stare nel mondo contemporaneo e per vivere le contraddizioni dalla parte giusta e non dalla parte sbagliata“.


Giulietto Chiesa, giornalista e politico, è intervenuto alla trasmissione “Il mondo è piccolo”, condotta da Fabio Stefanelli, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Sull’episodio legato a Pier Ferdinando Casini che ha corretto un’info grafica in diretta su Skytg24. L’ex presidente della Camera ha giudicato la cartina sui traffici di petrolio dell’Isis ineccepibile, aggiungendo però che devono essere prese in considerazioni anche altre ipotesi, come quella di un traffico diretto di greggio verso Damasco. “Si può anche ipotizzare che ci sia un traffico di petrolio tra l’Isis e i Marziani –ha commentato ironicamente Chiesa-. E’ possibile qualunque dire qualunque variante. Casini dovrebbe spiegare per quale motivo l’Isis taglia a pezzi i soldati dell’esercito regolare siriano. C’è qualcosa che non funziona in questa narrazione. Ogni volta che succede qualcosa che non va bene alla stessa Coalizione occidentale esce fuori sempre una versione più o meno strampalata che giustifica tutto. Secondo loro Assad è il dittatore sanguinario che si mette d’accordo con l’Isis che vuole far cadere Assad e gli sta facendo la guerra da anni. Qualcuno mi deve spiegare questa logica. Magari Casini ha delle fonti segrete degli Stati Uniti che lo autorizzano a fare queste diversioni informative. Si tratta di una squallida operazione di notizie false e tendenziose, finalizzate a turbare le coscienze degli italiani. Le fonti russe danno notizie certe, è dimostrato che la Turchia fa traffici di petrolio con l’Isis”.
Sull’invito della Nato al Montenegro. “La decisione è stata presa già nel 2009 –ha affermato Chiesa-. La novità sta nella tempistica. Hanno scelto il momento in cui la Nato è al più basso livello di popolarità in Europa perché moltissimi hanno capito che la vicenda della Turchia, alleato della Nato, che abbatte un aereo russo per creare una contrapposizione diretta con la Russia che è l’unico Paese che sta bombardando veramente l’Isis. In questo momento la Nato sceglie di accelerare improvvisamente e di far entrare un Paese che non conta niente per gli equilibri europei e dice che vuole costruire un’Europa che sia compattamente nell’area atlantica. Vuol dire lanciare un messaggio: andiamo avanti nell’accerchiamento della Russia. E’ un segnale che la Nato si schiera con la Turchia e che gli Stati Uniti non demordono dalla loro offensiva scatenata l’anno scorso contro la Russia, con il colpo di Stato filonazista organizzato a Kiev. L’obiettivo americano è destabilizzare l’Europa in chiave antitedesca. Vogliono un’Europa debole soggetta completamente agli Stati Uniti. Tramite la Nato vogliono controllare tutti i governi europei”.
Sull’ipotesi di un attacco di truppe di terra degli Stati Uniti contro l’Isis. “Gli americani sono già sul territorio da tempo insieme agli inglesi –ha spiegato Chiesa-. Probabilmente, all’insaputa di Obama, hanno già piazzato i loro istruttori militari. I servizi segreti sono in azione da tempo, ora arriveranno anche i soldati che comanderanno le brigate delle cosiddette formazioni ribelli moderate, ovvero i cosiddetti terroristi moderati. La Russia, in un mese di bombardamenti, ha praticamente decimato il potenziale militare dello Stato Islamico. E a questo punto gli Usa cercano di rimettere in piedi queste formazioni sparse di tagliagole che saranno inquadrate nelle operazioni militari degli Stati Uniti e della cosiddetta coalizione. E’ chiaro che l’operazione è questa. Se non fosse così, avremmo già visto l’aviazione americana entrare in azione, cosa che invece non è avvenuta. Per questo è da ritenere che gli Stati Uniti vadano là per sostenere i cosiddetti ribelli moderati, che sono quelli di Al Nusra, ovvero Al Qaida, formazioni che l’Onu considera terroriste. Quindi l’occidente dimostra di stare dalla parte dei terroristi”.


Vincenzo D’Anna, senatore e portavoce di ALA, è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Tra le varie tematiche affrontate, D’Anna ha espresso anche la sua opinione, non tenera, nei confronti di Papa Francesco: “Sarò anche un tradizionalista, da bambino ho frequentato Azione Cattolica, credo che noi abbiamo bisogno di un Papa, non di un parroco, per quanto buono e caritatevole. Se il vicario di Cristo dimentica di essere tale, nel senso che riduce tutto ai minimi termini, con una presenza bonaria, paciosa, disinvolta e anticonformista, non rende ai cristiani e ai credenti l’immagine del Vicario di Cristo“.
D’Anna è duro nei confronti di Papa Francesco: “Non mi piace perché è molto impregnato di teoria della Liberazione, è un Papa che aborra il capitalismo e tutto ciò che è società moderna, insistendo molto sul concetto di chiesa povera e per i poveri. In paradiso non ci vanno solo i poveri, ci vanno tutti i buoni cristiani. Lui viene dall’America Latina, da un contesto sociale particolare, da buon gesuita e da buon prelato dell’America Latina è impregnato della teoria della Liberazione, secondo la quale Cristo era un socialista, il che non è. Se andrò a vedere il film sulla vita di Papa Francesco? No“.

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